PERSONAL TRAINER, DIETE E ALLENAMENTI: COSA DICE LA LEGGE?

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Personal trainer, diete e allenamenti: cosa dice la legge?

Nell’articolo di oggi vogliamo provare ad affrontare una questione abbastanza spinosa, ma molto importante: cosa può fare, a livello legale, un personal trainer (PT)? Che titoli deve avere?

Com’è lo stato dell’arte attuale

Non prendiamoci in giro, sappiamo tutti come lavorano la maggior parte dei personal trainer al giorno d’oggi: fanno schede d’allenamento e diete senza farsi troppi problemi.

Se vi va bene, vi trovate un PT che, pur non avendo titoli, è comunque sufficientemente esperto da non causarvi danni con la dieta prescritta, ed anzi è in grado di farvi raggiungere in ogni caso ottimi risultati.

Se vi va male, vi trovate il classico grosso della palestra che vi fa mangiare fette biscottate e proteine a colazione, affettato come spuntino, (poca) pasta e (molta) carne a mezzogiorno, frutta secca come spuntino, yogurt con (poca) avena, proteine o altro a merenda, amminoacidi a caso prima/durante/dopo l’allenamento e verdura con (molta) carne/pesce a cena. Ah, magari anche le caseine prima di andare a letto, perché non si sa mai che non abbiate preso abbastanza proteine durante il giorno (da leggere con un tono sarcastico).

Nell’opzione appena descritta come ‘se vi va male’, abbiamo descritto un ‘male’ dal punto di vista dei risultati da ottenere in palestra. Potrebbe andarvi DAVVERO male, e trovarvi un ignorante (definibile anche criminale) che non ha mezza idea di cosa stia facendo (o, più spesso, pensa di essere un esperto) e, compreso nel prezzo, vi regala anche qualche danno fisico (le classiche diete senza carboidrati per mesi, quantità di proteine assurde ecc.).

Ora, i problemi sono due: il primo, ovvio, è che una persona non esperta, e che quindi ha bisogno di rivolgersi a qualcuno per farsi prescrivere una dieta, non è in grado di riconoscere le tre figure sopra descritte. Il secondo, è che nessuno, o quasi, sa chi può LEGALMENTE fare quanto descritto sopra.

Cosa bisogna fare per diventare un Personal Trainer?

Cosa bisogna fare per diventare un PT? Dal punto di vista legale, niente. Basta farsi assumere da un datore di lavoro, o aprire partita IVA come attività Commerciale ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 633/72 “Esercizio di Arti e Professioni” oppure come Attività decommercializzata ai sensi dell’art. 90, commi 17 e 18 della legge 27 dicembre 2002 nr. 289, modificato dall’art. 4, comma 6 bis del D.L. 72/2004 (convertito dalla legge 128/204).

Non è (ad ora) obbligatorio avere lauree o fare corsi. Non esiste un albo per professionisti dove registrarsi.

Va da sé dire che, per un eventuale cliente non esperto del settore, avere dei titoli sia un plus. Anche se, purtroppo, troppo spesso, basta essere un istruttore di sala con una buona parlantina ed inserire termini pseudo-scientifici a caso mentre si parla, per accaparrarsi qualche novellino/a come cliente.

Ovviamente, il nostro parere lo conoscete: crediamo non basti una vita per potersi definire esperti di allenamento, biomeccanica o alimentazione. Ergo, titoli di studio di livello universitario ci sembrano il minimo per poter affrontare determinati argomenti. Ma non vogliamo star qui ora a dilungarci sul fatto che sia giusto o no che un laureato magistrale in Scienze Motorie sia messo sullo stesso livello, dal punto di vista legale, di chi ha fatto un corso di un weekend. Oggi parliamo di cosa può o non può fare il Trainer.

Ok, ma cosa può fare il Personal Trainer? Cosa posso chiedergli?

Il PT può solo ed esclusivamente farvi schede d’allenamento, con tutto ciò che ci sta attorno. Cioè, può crearvi programmi d’allenamento personalizzati e seguirvi durante il loro svolgimento, per correggervi esecuzioni ed altro.

NON può improvvisarsi fisioterapista.

NON può improvvisarsi medico.

NON può improvvisarsi massaggiatore (non ridete, ci hanno raccontato di tutto negli anni).

NON può ASSOLUTAMENTE prescrivere DIETE.

BOOM. Una bomba. Ma come? Ma il mio PT l’ha sempre fatto! Ma il proprietario della palestra dove vado fa andare la gente nello scantinato a misurare massa grassa, circonferenze ecc, ha pure la macchinetta che calcola cose strane e poi mi fa la dieta! Ma il grosso della palestra che fa le gare di bodybuilding segue me ed i miei amici, ci manda le diete via email! Ma l’istruttore della palestra dove vado mi fa la dieta con 50 euro in più, mi ha pure detto che non posso più mangiare pasta e pane!

Lo sappiamo. Sappiamo come funziona. Vediamo cosa succede nei gruppi su Facebook. Conosciamo cosa fanno gli altri admin delle pagine Facebook sulla palestra (sappiamo chi ci vive su questo). Abbiamo visto tutti cosa succede nelle palestre.

Ma allora, se ho bisogno di una dieta, da chi devo andare?

Sicuramente non da ‘Mimmo quello grosso della mia palestra’.

La Sesta Sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20281/17 (pubblicata in data 28 aprile 2017), ha ben definito che le attività che vi abbiamo descritto sopra, qualora esercitate da soggetti sprovvisti di titoli abilitanti, come quella di dietista o biologo, è suscettibile di sanzione penale, per “esercizio abusivo della professione”, punita dall’articolo 348 del Codice Penale. La sentenza di cui sopra è giunta all’esito di un procedimento penale che ha visto come imputati due titolari di palestre. Infatti, dopo un accertamento della Guardia di Finanza, erano state rinvenute nella palestra numerose diete personalizzate, ma nessuno dei due era in possesso dei titoli per prescriverle.

Hanno dichiarato i giudici che “l’individuazione dei bisogni alimentari dell’uomo attraverso schemi fissati per il singolo con rigide previsioni e prescrizioni, se non è esclusa per il medico biologo, può competere in via concorrente ad altre categorie professionali per le quali è comunque prescritta l’acquisizione di una specifica abilitazione, quali medici, farmacisti, dietisti, fatte salve le competenze stabilite dalle normative di settore, ma mai proprio, proprio per le ricadute in termini di salute pubblica che tali prescrizioni assumono, essere esercitate da persone che siano prive di competenze in tema sanitario, quali gli odierni ricorrenti. In tal senso muove anche la giurisprudenza amministrativa ove riconosce la natura non esclusiva, ma pur sempre professionale dell’attività di prescrizione pietistica”.

Quindi..chi può farmi sta benedetta dieta?

Risposta facile. Solo medici, nutrizionisti, dietisti o biologi regolarmente iscritti all’albo. Ora, non vogliamo star qui a perderci nelle differenze tra le varie categorie, ma così è.

Se non è un medico, il vostro Personal Trainer dev’essere iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi per potervi stilare una dieta.

Citando un passaggio che si trova, appunto, sul sito dell’OnB: “L’art. 3 della legge 24.5.1967, n. 396 afferma testualmente che formano oggetto della professione di biologo le attività di “valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo”. Il decreto del Ministero di Grazia e Giustizia n. 362/93 attribuisce ai biologi la “determinazione della dieta ottimale individuale in relazione ad accertate condizioni fisio-patologiche…la determinazione delle diete ottimali per mense aziendali, collettività, gruppi sportivi, ecc., in relazione alla loro composizione ed alle caratteristiche dei soggetti (età, sesso, tipo di attività)… la determinazione di diete speciali per particolari condizioni patologiche in ospedali, nosocomi…” (v. Cons. Stato, sez. V, 16.11.2005, n. 6394, in Foro Amm. Cons. St. 2005, 3305). Applicando poi i principi sanciti dalla Corte di Cassazione, l’obbligo che incombe al biologo è ovviamente quello di non qualificarsi come medico, e, quindi, di non effettuare diagnosi mediche e di non prescrivere farmaci (in tal senso Cass. Pen. 04.05.2005 n. 16626).

Inoltre, se volete controllare la veridicità di quanto affermato da chi vi sta per compilare una dieta, potete controllare se è iscritto all’ordine dei medici o a quello dei biologi, dai rispettivi siti.

Ok, perciò quando voi fate Personal Training non fate diete?

Esattamente. Quando svolgiamo il nostro servizio di Personal Training (per la maggior parte online), non prescriviamo MAI diete.

Da buoni PT facciamo quello che DOVREBBERO fare tutti i Personal Trainers: sappiamo che il nostro onere ed onore è quello di aiutare le persone a raggiungere i loro obiettivi sportivi (principalmente legati alla palestra) attraverso l’individuazione e l’attuazione di programmi d’allenamento personalizzati. Diamo anche dei consigli alimentari, ovvero indichiamo quale sarebbe, secondo noi, la ripartizione ideale dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) e l’apporto calorico giornaliero da abbinare all’allenamento individuato per massimizzare i risultati. Ma non facciamo diete. Non possiamo. Non può NESSUN Personal Trainer che non sia anche iscritto ad uno degli albi di cui sopra.

Lo ripetiamo: solo chi regolarmente iscritto all’ordine dei medici o all’ordine dei biologi nutrizionisti può fare una dieta, cioè può dirvi COSA mangiare, QUANDO mangiarlo e QUANTO mangiarne.

Per il resto, le chiacchere stanno a zero, parla solo l’Articolo 348 del Codice Penale: si tratta di esercizio abusivo della professione.

Per saperne di più, vi elenchiamo di seguito qualche articolo/sito che ne parla più nel dettaglio.

 

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