LA CAFFEINA

Caffeina
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Si avvicina il tempo della spiaggia e dopo mesi di massa è arrivato il momento di fare definizione. Sperando che non abbiate accumulato troppo grasso nei mesi passati, una grande mano ve la possono dare gli integratori.

In questo periodo proliferano le pubblicità di prodotti dimagranti, alcuni efficaci ed altri meno. Se andate ad osservare la composizione di questi prodotti, noterete che la maggior parte contiene al proprio interno dosi più o meno elevate di caffeina. Questo perché la caffeina è un dimagrante molto efficace ed utilizzato, con scarse controindicazioni. Vogliamo così parlare dei suoi effetti, possibili usi e qualche mito da sfatare.

La caffeina è un alcaloide, una sostanza di origine vegetale appartenente dal punto di vista chimico alle famiglie delle xantine, ossia le sostanze che stimolano il sistema nervoso centrale. Partiamo subito con dire che caffeina non è uguale a caffè. La caffeina è contenuta in diversi alimenti (come the, cioccolata, energy drink, coca cola) ed è solamente una delle sostanze presenti nel caffè. Questa precisazione è doverosa perché determinati effetti negativi derivanti dall’assunzione di caffè(come ad esempio l’acidità di stomaco) sono da legare all’ingestione della bevanda e non alla caffeina stessa. In commercio esistono integratori di caffeina anidra, ossia pura. La principale differenza fra la caffeina contenuta in un caffè e quella di una capsula di caffeina anidra è che la seconda ha un rilascio più lento nel flusso sanguigno e la sua emivita (quanto effettivamente rimane in circolo) è più lunga, ergo gli effetti sono prolungati.

Passiamo ora a descrivere le funzioni della caffeina. La caffeina è metabolizzata dal fegato dove viene convertita in diverse dimetilxantine (per chi vuole approfondire, consiglio un’occhiata ai link). Senza entrare troppo nei dettagli, tramite la stimolazione del sistema nervoso centrale la caffeina ha i seguenti effetti:
– Favorisce il rilascio dell’adrenalina e noradrenalina, ormoni che aumentano il battito cardiaco e di conseguenza il flusso sanguigno
– Aumenta l’ossigenazione dei tessuti
– Stimola la lipolisi, ossia l’utilizzo di acidi grassi a fini energetici ed aumenta il metabolismo a riposo (più kcal consumate)
– L’azione sul SNC ha un effetto eccitante, spiegandolo banalmente sarete più reattivi, svegli e con voglia di “agire”.

Il miglior afflusso di sangue alle cellule stimola la mobilitazione degli acidi grassi precedentemente liberati (la dieta ipocalorica e l’esercizio fisico “rompono” i legami degli acidi grassi, la caffeina aiuta ad utilizzarli a fini energetici) facendovi bruciare grasso. La miglior ossigenazione dei tessuti garantisce migliori performance dal punto di vista della resistenza, mentre l’effetto eccitante vi aiuta a mantenere il famoso focus durante l’allenamento.

Per sfruttare al meglio questi benefici, l’assunzione di caffeina a stomaco vuoto risulta più efficace. Se non avete problemi di stomaco dopo aver bevuto il caffè, una bella tazza di caffè amaro prima di allenarvi può garantirvi un allenamento migliore. Per sfruttare i benefici dimagranti della caffeina, è necessaria la dieta e l’esercizio fisico. Assumere caffeina in massa sperando di bruciare grasso è una cosa totalmente senza senso. Questo perché la caffeina permette al corpo di bruciare acidi grassi già liberati e ciò può avvenire solo se assumete meno kcal di quelle consumate, cosa contraria a quanto avviene in massa. Troppe volte si vedono in palestra ragazzi che mangiano 4000kcal al giorno e assumono termogenici nel tentativo di limitare l’accumulo di grasso, sprecando solo tempo e soldi.

Un’ultima considerazione: un’assunzione continuativa di caffeina riduce la sensibilità dei recettori alla stessa, con la conseguenza che non basterà una sola tazzina di caffè per svegliarvi, ma dovrete aumentare la dose. Per questo motivo, per evitare di assumere quantità sempre più grandi di caffeina con diversi effetti negativi ( fra cui: tachicardia, insonnia, riduzione dell’assunzione di micronutrienti come il calcio, ferro, ecc.) è bene almeno ogni 2-3 mesi di assunzione continuata, smettere di assumerne (da qualsiasi alimento/bevanda!) per 2-3 settimane, al fine di “pulire” i recettori.