TESTOSTERONE: COS’È E FUNZIONI PRINCIPALI

Testosterone

Nell’odierna puntata della rubrica #NoBrainNoGain tratteremo un argomento molto delicato: parleremo del testosterone.

Prima di iniziare, va fatta una doverosa premessa: ciò che leggerete ha il solo scopo informativo e non vuole sostituirsi al parere di un medico.

Iniziamo con la parte noiosa: cos’è il testosterone?
Wikipedia dice: ‘Il testosterone è un ormone steroideo del gruppo androgeno prodotto principalmente dalle cellule di Leydig situate nei testicoli e, in minima parte, dalle ovaie e dalla corteccia surrenale. È presente anche nelle donne le quali, rispetto agli uomini, hanno una maggiore tendenza a convertire quest’ormone in estrogeni. La desinenza -one è dovuta alla presenza di un gruppo chetonico CO sull’atomo C3 del primo anello del carbonio [A] dello steroide.’

Bene, la domanda che il 90% di voi si sta ponendo dopo questa spiegazione è: cos’è il testosterone?

È un ormone endogeno (cioè prodotto dal corpo stesso) che nell’uomo ha il compito di far sviluppare gli organi sessuali e i caratteri sessuali secondari (timbro della voce, barba, peli, muscolatura), e nell’età puberale ha il ruolo di limitare la crescita spropositata delle ossa.
Nell’uomo adulto ha un ruolo centrale nel controllo della sessualità (erezione, desiderio e ‘soddisfazione’ sessuale), l’apparato muscolo scheletrico, la buona salute, la vitalità e la fertilità. La produzione giornaliera di testosterone nell’uomo varia tra i 5 e i 7 milligrammi fino ad un età di circa 40 anni; dopodiché diminuisce di circa il 1-2% annualmente.

Le sue principali funzioni sono:
• In collaborazione con altri ormoni e neurotrasmettitori regola funzioni metaboliche e sessuali (in particolare aumenta l’anabolismo e diminuisce l’insulinoresistenza), diminuendo quindi il rischio di contrarre diabete mellito di tipo 2 [1] • migliora le facoltà cognitive diminuendo il rischio di depressione e demenza [1] • aumenta l’anabolismo dell’osso diminuendo il rischio di osteoporosi [1] • migliora la circolazione sanguigna diminuendo il rischio di avere malattie cardiovascolari [1] • Migliora la circolazione peniena e favorisce l’erezione, diminuisce il rischio di disfunzione erettile [1]

Il testosterone è, assieme al GH, il principale ormone anabolico. In questo senso, il suo compito è quello di favorire il passaggio degli amminoacidi alle cellule muscolari, differenziandosi dal GH perché lo fa mediante un aumento del citoplasma piuttosto che per iperplasia. Ha anche una forte azione di inibizione dell’insulinoresistenza, quindi aumenta la sensibilità del tessuto muscolare a captare i nutrienti, in particolare gli amminoacidi.
La produzione endogena di testosterone varia con l’età (bassa nei bambini, aumento repentino tra i 10 e i 20 anni, diminuzione del 1-2% dopo i 40 anni) e in modo circadiano (alcuni studi dimostrano che in media, il livello massimo di produzione si ha tra le 6 e le 13, e il minimo verso la una di notte).

La domanda che tutti si staranno ponendo è: quando va usato testosterone ‘esterno’ (non endogeno), che effetti negativi ci sono?

L’uso clinico del testosterone è indicato principalmente nella terapia dell’ipogonadismo (che può portare a malattie come disfunzione erettile, demenza, osteoporosi, diabete mellito di tipo 2,obesità, malattie cardiovascolari e sindrome metabolica [2]) sotto controllo e consiglio medico. Il testosterone viene anche impiegato nella terapia ormonale insieme alla chirurgia plastica nel processo di transizione FtM, dal sesso femminile a quello maschile. Lo scopo è quello di mascolinizzare il corpo. Tale terapia dura tutta la vita diminuendo il dosaggio man mano che l’età avanza.

Ok, so che non è quello che interessa a voi. Volete sapere se va bene farsi le punturine per poter fare i vostri 4×8 di panca con qualche chilo in più e per rimorchiare in spiaggia, vero?

Il testosterone rientra fra le sostanze proibite durante l’attività sportiva agonistica sia in allenamento sia in gara (The 2007 Prohibited List World Anti-Doping Code), il suo uso a fini sportivi viene considerato doping. Oltretutto, in Italia, l’uso senza prescrizione medica è considerato reato, e a livello legale, la sua compravendita senza i permessi, è pari alla compravendita di droga.
Tralasciamo i professionisti, che usano queste sostanze seguiti da team di medici ecc. Parliamo del frequentatore di palestre medio: molti credono che ‘un cicletto leggero’, ‘un’iniezione ogni tanto’ non facciano male, che basta non esagerare per non avere effetti collaterali.
Sbagliato.
Purtroppo queste idee sono divulgate da sedicenti esperti, che pubblicano delle ‘istruzioni per l’uso’, spiegando come fare per non avere effetti collaterali. Questi pseudo-esperti ormai si trovano ovunque: palestre, facebook (ci sono gruppi su FB interamente dedicati a queste sostanze e al loro uso). Questa idea sbagliata che un uso ‘moderato’ di queste sostanze (doping in generale, testosterone nel particolare di questo articolo) sia esente da rischi, porta persone ad assumere testosterone senza sapere minimamente a cosa vanno incontro e cosa stanno combinando con il proprio corpo. Ho messo il termine ‘moderato’ tra virgolette, proprio perché di moderato non si può parlare, in quanto l’uso di testosterone come doping è un uso con dosi sovrafisiologiche e sovraterapeutiche (dato che si parla di una sostanza nata per altri motivi clinici).
Il problema principale è che il testosterone è appunto una sostanza endogena, ovvero prodotta dal corpo stesso, quindi, mi scuso in anticipo per la semplificazione, se tu dai al tuo corpo una cosa che ‘fatica’ per produrre, smetterà di produrla [3].
Uno studio datato 1997 del dottor Minto e colleghi [4], dimostra come una sola iniezione di 100mg di nandrolone (steroide anabolizzante strutturalmente simile al testosterone) riduca la produzione endogena di testosterone ad un quarto dei livelli normali (ovvero, quelli naturalmente prodotti dal proprio corpo). Semplificando e riportando le parti che interessano a noi di questo studio (per chi volesse leggerlo tutto, è riportato nella bibliografia sotto la voce [4]), viene dimostrato come dopo un’iniezione da 100mg il livello endogeno di testosterone venga ridotto drasticamente nei primi 3-4 giorni, per rimanere ad un quarto del livello normale per i successivi 10-20 giorni (varia in base al tipo di estere e alla zona d’iniezione). Il dato interessante che si evince (e che dovrebbe far riflettere) è che per far tornare la situazione alla normalità (dal punto di vista della produzione di testosterone) ci vogliono 20-25 giorni. E questo dopo un’unica puntura, non dopo un ciclo di settimane o mesi!

Quali sono gli effetti negativi principali dell’abuso di Testosterone mediante farmaci?

(Premessa: elencheremo alcuni tra i più noti effetti negativi, senza parlare di percentuali e senza spiegare il perché si presentino, per non dilungarci troppo)
I più famosi sono la ginecomastia, aggressività (escluso in caso di cura dell’ipogonadismo[5]), un aumento dell’acne cutaneo, e nella donna anche una progressiva ‘virilizzazione’. Ma questo solo perché visibili: ce ne sono di peggiori (anche se più rari):
-Cardiovascolari: (raro) complicazioni tromboemboliche (vengono alzati i valori di ematocrito [3]), ictus, insufficienza cardiaca congestizia
-Centrali: cefalea, depressione, ansia, astenia, parestesie.
-Dermatologici: acne, irsutismo, calvizie androgenica, seborrea, prurito; sono state osservate stomatiti dopo somministrazione boccale o sublinguale, lesioni simili a ustioni dopo applicazione dei cerotti transdermici.
-Endocrini: (donne) alterazione della libido, virilizzazione, anovulazione e amenorrea per inibizione dell’adenoipofisi; (maschio) ginecomastia, eccessiva frequenza e durata delle erezioni, soppressione della spermatogenesi, oligospermia e diminuzione del volume eiaculatorio
-Ematici: policitemia
-Epatici: anomalie nei test di funzionalità epatica, ittero, epatite colestatica; (raramente) epatite peliosa, carcinoma epatico (carcinoma epatocellulare, adenomi benigni, angiosarcoma, colangiosarcoma)
-Gastrointestinali: alterazione del gusto, sanguinamento gastrointestinale, nausea, diarrea
-Metabolici: ipercolesterolemia, ipercalcemia, ritenzione idrica (da monitorare soprattutto in caso di pazienti con insufficienza cardiaca congestizia o cirrosi), ipoproteinemia
-Muscoloscheletrici: aumentata crescita ossea, crampi muscolari, artralgie
-Urogenitali: (raramente) patologia prostatica, cancro prostatico
-Ipersensibilità: orticaria

Quindi, è chiaro che assumere farmaci del genere, non è una cosa che può essere presa alla leggera, e soprattutto che andrebbe fatta sotto consiglio medico e per ragioni di salute.

Ci sono modi naturali (e soprattutto legali) per aumentare i livelli di testosterone?

Esistono degli integratori, quali ZMA, Tribulus e altri, chiamati ‘stimolatori del testosterone’. Funzionano davvero? Se vi interessa saperlo, potremmo trattarli nella puntata di settimana prossima!

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Video documentario sugli effetti collaterali del testosterone: https://www.youtube.com/watch?v=Utpu4V_1dlQ

Fonti e approfondimenti:

[1] The many faces of testosterone. [Clin Interv Aging. 2007] – PubMed – NCBI
[2] The dark side of testosterone deficiency: I… [J Androl. 2009 Jan-Feb] – PubMed – NCB
[3] Hypogonadism in the Aging Male Diagnosis, Potential Benefits, and Risks of Testosterone Replacement Therapy
[4] Minto CF, Howe C, Wishart S, Conway AJ, Handelsman DJ. Pharmacokinetics and pharmacodynamics of nandrolone esters in oil vehicle: effects of ester, injection site and injection volume” – J Pharmacol Exp Ther. 1997 Apr
[5] Wright J, Ellis L, Beaver K, Handbook of crime correlates, San Diego, Academic Press, 2009

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